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Dermatite atopica: cos’è, perché compare e come gestirla
13 gennaio 2026

Dermatite atopica: cos’è, perché compare e come gestirla

La dermatite atopica è una condizione della pelle piuttosto complessa. Si tratta di un'infiammazione cronica che provoca prurito, arrossamenti, desquamazione e, nei momenti più gravi, anche vere e proprie lesioni.

Questa patologia infiammatoria ha una base immunologica: la pelle è più fragile, ha difficoltà a trattenere l’idratazione e risulta più sensibile agli agenti esterni. Spesso, questa predisposizione ha origini genetiche, ma anche fattori ambientali e lo stile di vita giocano un ruolo cruciale nell'intensità e nella frequenza dei sintomi.

La dermatite atopica di solito si manifesta nei primi anni di vita, ma può continuare o ripresentarsi anche in età adulta ed è molto comune nei bambini, tanto da essere una delle ragioni più frequenti per cui si consulta un dermatologo pediatrico. La pelle si infiamma perché è più reattiva e perde più facilmente la sua barriera naturale e quando questa barriera viene compromessa, sostanze irritanti, batteri e allergeni possono penetrare più facilmente, scatenando una risposta immunitaria eccessiva che porta all’infiammazione. Da qui derivano le chiazze rosse, il prurito e quella fastidiosa sensazione di pelle che tira.

Come intervenire? Non esiste una soluzione unica, ma ci sono strategie efficaci per controllare i sintomi. Per prima cosa la detersione deve essere più delicata possibile. I detergenti tradizionali possono risultare troppo aggressivi, quindi è fondamentale utilizzare detergenti specifici per pelli atopiche, privi di profumi e sostanze aggressive, formulati con tensioattivi non schiumogeni e con un pH fisiologico.

Il momento della doccia, poi, necessita di qualche attenzione in più: l'acqua troppo calda e un lavaggio prolungato possono peggiorare la secchezza e favorire il prurito, quindi dopo la detersione, l’idratazione è il gesto più importante. Applicate quotidianamente creme emollienti e lenitive, questo vi aiuterà a ricostruire la barriera cutanea e a ridurre la sensibilità agli agenti esterni. Esistono molti prodotti formulati con ceramidi, acidi grassi essenziali, burro di karité e avena colloidale, ingredienti che nutrono in profondità e alleviano il prurito senza occludere la pelle.

In caso di infiammazione più intensa, invece, il dermatologo può prescrivervi trattamenti farmacologici come creme cortisoniche o immunomodulanti topiche, ma queste terapie devono essere seguite per periodi limitati e sempre sotto controllo medico.

Oltre alla cura topica, infine, anche le abitudini devono essere riviste. Indossare abiti di cotone, evitare il contatto con lana e fibre sintetiche, mantenere la pelle asciutta e idratata sono accorgimenti che nel lungo periodo fanno una grande differenza. Anche lo stress, se pur non è una causa diretta, può sicuramente intensificare gli episodi infiammatori: dedicare quindi del tempo al riposo, e seguire un'alimentazione equilibrata aiuterà la vostra pelle a reagire meglio; un approccio olistico, che non si concentra solo sul sintomo, ma considera la persona nella sua totalità.

Gestire la dermatite atopica, insomma, non significa eliminarla per sempre, ma piuttosto convivere con essa nel modo più sereno possibile. Significa imparare a riconoscere i segnali che precedono una riacutizzazione e intervenire prontamente, con prodotti dermocosmetici di alta qualità e continuando a prendersi cura della pelle anche quando sembra guarita. I risultati non saranno immediati, ma con la giusta routine, la vostra pelle diventerà più forte e sana.